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Sphagnum
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top
Le aree in cui sono presenti sfagni possono immagazzinare acqua e originare di conseguenza le mwewtorbiere, poiché sia le piante viventi che quelle morte possono contenere grandi quantità di acqua all'interno delle loro cellule. Le piante di sfagno possono trattenere un volume di acqua da 16 a 30 volte il loro peso secco, a seconda della specie. Inoltre le cellule aiutano a trattenere l'acqua in condizioni più secche, quindi, lo sfagno può lentamente diffondersi in condizioni più asciutte, formando aree umide più grandicite-ref-2[2]. Queste aree umide (torbiere) forniscono l'habitat per una vasta gamma di piante, tra cui mwgaCarex, e arbusti mwgqericacei, così come mwggorchidee e mwgwpiante carnivorecite-ref-keddy-3-0[3].
Lo sfagno e la mwiqtorba formatasi da esso non sono facilmente demolibili a causa dei mwigcomposti fenolici incorporati nelle mwiwpareti cellulari del muschio. Inoltre, le torbiere, come tutte le zone umide, sviluppano condizioni mwjaanaerobiche del mwjqsuolo che rallentano l'azione decompositrice dei microrganismi aerobici. Lo sfagno inoltre acidifica l'ambiente circostante assumendo mwjgcationi, come quello del mwjwcalcio e mwkamagnesio, e rilasciando mwkqioni di mwkgidrogeno. Nelle giuste condizioni, la torba può accumularsi a una profondità di molti metri creando torbiere stabili. Diverse specie di sfagno hanno limiti di tolleranza diversi per sommersione e mwkwpH, quindi una torbiera può ospitare un certo numero di specie diverse di sfagnocite-ref-4[4].
Contents
• Sviluppo
• Usi
• Note
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Descrizione
Le singole piantine di sfagno sono costituite da un fusticino, in cui risultano una zona centrale incolore, il midollo, una intermedia ed una corticale di mwmwcellule morte ad eminente funzione assorbente; l'asse principale e le ramificazioni sono rivestite da minutissime mwnafoglioline, disposte su tre file, quasi scolorite, per la presenza di grandi cellule ialine dette ialocisti, vuote a funzione assorbente, incluse in un fine graticcio di piccolissime cellule verdi, dotate di mwnqprotoplasma e di mwngclorofilla, dette clorocisti.
Sviluppo
Tale struttura determina un vero e proprio tessuto acquifero, per cui i numerosi individui che costituiscono le colonie di sfagni, agiscono come una spugna, assorbendo e trattenendo l'umidità. Con l'invecchiamento, le parti inferiori dei loro piccoli cauli muoiono ed i rami giovani si moltiplicano vegetativamente, dando origine a nuovi individui: così, lentamente ma incessantemente, queste piantine si sviluppano in estensioni sempre maggiori, divenendo torbiere spesso distese per vari chilometri quadrati, come ad esempio in mwogIrlanda e nell'Europa centro-settentrionale.
Riproduzione e ciclo vitale
Lo sfagno, come tutte le altre piante terrestri, presenta mwpqalternanza di generazioni; ma come in tutte le briofite e diversamente dalle piante vascolari, la mwpggenerazione gametofitica (mwpwaploide) è dominante e persistente.
Gli sfagni mostrano sia riproduzione sessuale sia moltiplicazione vegetativa.
I gametofiti hanno una veloce riproduzione asessuata per mwqgframmentazione, producendo gran parte del materiale vivente nelle torbiere. [8]
Nella riproduzione sessuale, le specie possono essere dioiche (ovvero gli mwraanteridi organi riproduttivi maschili e gli mwrqarchegoni organi riproduttivi femminili sono portati da individui differenti) o monoiche (gameti maschili e femminili prodotti dalla stessa pianta in anteridi e archegoni). I gameti maschili, agevolati dall'acqua, raggiungono i gameti femminili contenuti nell'archegonio che rimangono dove sono, attaccati al gametofito femminile. Qui avviene la gamia (fusione di due gameti aploidi a dare uno zigote diploide) e attraverso divisioni mitotiche si sviluppa la generazione sporofitica. Lo sporofito è dipendente dal gametofito ed è relativamente di breve durata. Consiste quasi interamente di una capsula sferica di colore verde brillante che diventa nera a maturità. Le capsule sono sostenute da steli (detti seta) per facilitare la dispersione delle spore, ma a differenza di altri muschi, questi steli sono prodotti dal gametofito materno e sono quindi aploidi. All'interno della capsula avviene la mwrgmeiosi che produce delle spore aploidi che vengono disperse nell'ambiente.
Usi
Per la loro grande capacità di ritenzione idrica, tutte le specie del genere mwtwSphagnum sono adatte alla preparazione di mwuasubstrati, quantunque alcune siano migliori come lo mwuqSphagnum papillosum, lo mwugSphagnum palustre e lo mwuwSphagnum squarrosum.
Lo sfagno essiccato all'aria trova impiego come componente fondamentale nei terricci per la coltivazione di mwvqOrchidaceae, mwvgBromeliaceae, mwvwmwwaPlatycerium e altre mwwqpiante epifite e nel radicamento delle mwwgtalee.
Lo sfagno verde, invece, si utilizza per guarnire i sostegni di piante volubili munite di mwxaradici aeree, appartenenti alla famiglia delle mwxqAraceae; nonché come substrato ottimale della maggior parte delle mwxgpiante carnivore.
Tassonomia
Comprende le seguenti specie (elenco parziale):
• Sphagnum apiculatum
• Sphagnum auriculatum
• Sphagnum balticum
• Sphagnum capillifolium
• Sphagnum compactum
• Sphagnum cuspidatum
• Sphagnum cymbifolium
• Sphagnum fallax
• Sphagnum fuscum
• Sphagnum girgensohnii
• Sphagnum luteum
• Sphagnum majus
• Sphagnum molle
• Sphagnum papillosum
• Sphagnum platyphyllum
• Sphagnum riparium
• Sphagnum rubellum
• Sphagnum russowii
• Sphagnum squarrosum
• Sphagnum subnitens
• Sphagnum subsecundum
• Sphagnum warnstorfii
Note
cite-note-11. ↑ mwba(mwbqmwbgEN) mwbwmwcaA Synopsis of Sphagnum, su mwcqThe Bryophyte Nomenclator. mwcgURL consultato il 18 marzo 2024.
cite-note-keddy-33. ↑ Keddy, P.A. (2010). Wetland Ecology: Principles and Conservation (2nd edition). Cambridge University Press, Cambridge, UK. 497 pp.
cite-note-55. ↑ Schofield, W. B. 1985. Introduction to Bryology. Macmillan Publ. Co., N.Y. & London
Voci correlate
Altri progetti
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• Wikizionario
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Collegamenti esterni
• citerefsapere-itsfagno, su sapere.it, De Agostini.
• citerefbritannica-com(EN) Sphagnum / peat moss, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citereffossilworks-org(EN) Sphagnum, su Fossilworks.org.
• citerefgbif(EN) Sphagnum, su gbif.org, Global Biodiversity Information Facility.
• citerefitis(EN) Sphagnum, su ITIS.